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L’alopecia areata è una patologia che determina la caduta di capelli e a volte anche dei peli di ciglia, sopracciglia, barba o altre parti del corpo. Non c’è alcuna conseguenza sulla salute fisica (solo le unghie, in qualche caso, possono presentare delle alterazioni), mentre l’alopecia areata ha spesso effetti sulla sfera psicologica: può portare a problemi di autostima, a forme di ansia e depressione.

I TIPI.

L’alopecia areata colpisce il 2% circa della popolazione, di entrambi i sessi, di tutte le fasce d’età e di tutti i gruppi etnici. Spesso inizia già durante l’infanzia. In base all’estensione si definisce: 
• alopecia areata a chiazze, caratterizzata dalla presenza di alcune zone rotondeggianti prive di capelli o peli; 
• alopecia areata totale, quando la perdita dei capelli si manifesta in tutto il cuoio capelluto;
• alopecia areata universale, quando cadono tutti i capelli e i peli del corpo.

IL DECORSO: può essere drammatico e improvviso. La perdita massiva dei capelli e dei peli si verifica in pochi giorni o può protrarsi nel tempo, intercalando riscrescita e caduta dei capelli, con un’imprevedibilità frustrante per il paziente. Anche nelle forme più gravi di alopecia areata, i follicoli rimangono vitali e a volte la ricrescita può avvenire senza alcun trattamento. Nel primo anno di malattia c’è un’alta percentuale di guarigione, fra il 34 e il 50%.

LE CAUSE: purtroppo sono ancora sconosciute. L’ipotesi più accreditata riguarda un’alterazione del sistema immunitario: come se l’organismo non riconoscesse più l’apparato pilifero, producendo anticorpi contro i follicoli, di cui viene bloccata l’attività. I ricercatori sospettano che una particolare combinazione di geni possa predisporre all’alopecia areata. L’ereditarietà ha un ruolo importante, infatti nelle stesso nucleo familiare possono essere affette più persone da alopecia areata. Nelle persone già predisposte geneticamente, poi, è un fattore di qualche tipo (magari un virus) a scatenare la patologia.

LE TERAPIE. Al momento attuale non sono ancora disponibili farmaci che guariscano al 100% l’alopecia areata o che ne prevengano le recidive. Esistono però alcuni trattamenti efficaci che stimolano la ricrescita dei capelli, anche se hanno una scarsa influenza sul progredire della malattia: la scelta varia a seconda dell’estensione della malattia e dell’età del paziente. Si può scegliere tra medicinali che agiscono sulla componente autoimmune dell’alopecia areata (come i corticosteroidi) o tra principi attivi che possono favorire la ricrescita di peli e capelli (come minoxidil al 5%, antralina e sensibilizzatori cutanei). Qualsiasi cura dev’essere protratta per almeno 9-12 mesi prima di poterne valutare l’efficacia. Importante anche il supporto psicologico, in quanto la malattia influenza negativamente la qualità di vita.

Per le forme più lievi di alopecia areata (che coinvolgono meno del 40% del cuoio capelluto o per esempio solo la barba), da cui si può guarire in qualche mese anche senza bisogno di alcun medicinale, esistono varie possibilità di trattamento: 
• steroidi intralesionali (utili quando la chiazza da trattare non è vasta e sulle sopracciglia, nei casi di alopecia universale); 
• steroidi topici (la cui efficacia è però dibattuta, con rischio follicoliti dopo poche settimane di trattamento); 
• antralina topica (tra le terapie più adatte al trattamento dell’alopecia areata in età pediatrica, in quanto priva di effetti collaterali importanti); 
• minoxidil al 5% (in associazione agli steroidi topici).

Per le forme più gravi di alopecia areata (che coinvolgono oltre il 40% del cuoio capelluto) si possono utilizzare: 
• corticosteroidi sistemici (efficaci solo ad alte dosi); 
• immunoterapia topica (con sostanze, come il dibutilestere dell’acido squarico e il difenilciclopropenone, che provocano una dermatite allergica da contatto a livello del cuoio capelluto); 
• Puva terapia (si tratta di una fotochemioterapia, indicata anche per la psoriasi, in cui il paziente assume un farmaco fotosensibile e poi si espone a una fonte di luce ultravioletta);
• integratori di zinco, vitamine, impacchi di olio di primula.

LE SPERIMENTAZIONI. Vari gli interventi che si stanno sperimentando per l’alopecia areata, i cui risultati però non sono ancora standardizzati. 
• Jerry Shapiro, alla University of British Columbia di Vancouver, sta utilizzando la tossina botulinica per infiltrazioni locali. Il botulino, noto come rimedio antirughe, agirebbe su alcuni neuritrasmettitori in grado di interferire sulle citochine che bloccano la crescita del capello. 
• Maria Hordinsky, di Minneapolis, sta conducendo una ricerca in cui usa un farmaco di ultima generazione per la terapia della psoriasi, l’Alefacept, che sarebbe in grado di bloccare, o almeno ridurre, l’attivazione di alcune popolazioni linfocitarie che sarebbero alla base dell’insorgenza dell’alopecia. 
• A Capurso (Bari), il tricologo Giovanni Profeta (puoi chiedergli un consulto) sperimenta per l’alopecia areata a chiazze il trattamento con Prp (plasma ricco di piastrine), una terapia rigenerativa che sfrutterebbe l’effetto dei fattori di crescita piastrinici del paziente stesso, ottenuti dalla centrifugazione del sangue dopo un prelievo. 
• Uno studio controllato ha riportato risultati positivi con l’utilizzo di una miscela di oli essenziali (aromaterapia) contenente Thymus vulgaris, Lavandula Angustifolia, Rosmarinus Officinalis, Cedrus Atlantica, olio di jojoba, olio di semi di vinacciolo. Il paziente affetto da alopecia areata applica la miscela al cuoio capelluto per circa 2 minuti, in seguito pone sul capo un panno caldo per almeno 60 minuti.

AUTOTRAPIANTO. Generalmente l’alopecia areata non viene trattata con l’autotrapianto di capelli, a meno che non si tratti di una chiazza vecchia, stabilizzata. Infatti, trattare un’alopecia aereata in fase attiva esporrebbe al rischio di creare altre chiazze per il trauma chirurgico senza avere un risultato stabile nella zona trapiantata.

PARRUCCHE: sono importanti per permettere al paziente una vita normale e non influiscono negativamente sulla prognosi della malattia. Le parrucche più indicate sono quelle dette a pressione negativa, che garantiscono una buona adesione al cuoio capelluto e un aspetto naturale.

IL TATUAGGIO ESTETICO. Per tante persone affette da alopecia areata totale e universale è importantissimo poter disporre, oltre che di una parrucca, del tatuaggio estetico, o tricopigmentazione, di parte della capigliatura, di ciglia e sopracciglia.